ARTE CONTEMPORANEA

3a Edizione - 2006

In alto: Silvia Levenson mentre colloca
l'installazione "Piccoli Ulisse".
Sotto:"Sopra il pontile d'oro installazione
di Lorella Salvagni, musica
di Barbara Rincicotti

ARTE SULL’ACQUA
3° edizione 2006
Verso l’orizzonte e il mare

Sopra il pontile d’oro
Installazione di Lorella Salvagni

E’ tutto qui
Opera musicale di Barbara Rincicotti

Piccoli Ulisse
Installazione sull’acqua di Silvia Levenson

 Punto di riferimento letterario di questa edizione di Arte sull’acqua la scrittura di Ingeborg Bachmann, (1926-1973), autrice austriaca che ha affrontato con i suoi romanzi e le sue poesie il tema del disagio femminile di fronte alla crudezza del mondo, il rapporto tra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, la frattura fra la libertà individuale e le convenzioni sociali, l’incomunicabilità e la distanza insanabile fra uomini e donne.
Il primo tratto di Rio, compreso tra Piazza Martiri e Via Pescheria, ha ospitato l’installazione “Piccoli Ulisse” di Silvia Levenson, costituita da quindici piccoli canotti neri con remi in vetro appoggiati sull’acqua: il tema della partenza è stato presentato dall’artista di origine argentina con un’attenzione particolare alla complessità del fenomeno della migrazione, in questo periodo più che mai attuale, e con un riferimento esplicito a tutti i bambini che ne affrontano i pericoli.
Il secondo tratto di Rio, in corrispondenza di Vicolo Sottoriva, ha accolto l’installazione “Sopra il pontile d’oro” di Lorella Salvagni: un ponte bianco lungo 170 metri percorso da duecento bambini di stoffa, con i corpi arrotondati, candidi e nudi. Anche questa installazione sottopone allo sguardo e alla coscienza degli adulti la necessità di confrontarsi con il mondo dell’infanzia e - citando nel titolo un verso di una poesia di Ingeborg Bachmann - di ricercare proprio in questa relazione una possibilità di salvezza.
L’opera musicale “E’ tutto qui” di Barbara Rincicotti, in dialogo con l’installazione di Lorella Salvagni, ha suggerito il percorso individuale che si compie per ritrovare nella profondità del sé il bambino o la bambina che si è stati e per aprirsi, con spirito rinnovato e innocente, all’incontro con la bellezza, all’esperienza dell’amore e al rapporto con il divino.
La rassegna di videoarte è stata accolta dal campanile di San Domenico, unica testimonianza sopravvissuta di un complesso conventuale costruito nel XIV° secolo e demolito nel 1924.
I videoarte presentati sono stati: “Moskau-Tokyo” di Daniela Comani, “Wounded Knee” di Vittoria Gualco, “Going under: A Passion Play” di Susan Landau, “ destinazione 43 N30-012 E56” di Monica Mazzoleni, “In pasto” di Claudia Moretti, “Ma che storia è?” di Barbara Rincicotti e Lorella Salvagni, “Stepping stones” e “Six Analogs” di Berty Skuber.
L’inaugurazione si è aperta con la visitazione di Ondina tramite l’azione performativa di Monica Palma.

Donata Negrini

       

opera di
Lorella Salvagni

 

opera di
Lorella Salvagni

 

opera di
Lorella Salvagni

 

opera di
Lorella Salvagni

 

opera di
Silvia Levenson