ARTE CONTEMPORANEA

4a Edizione - 2007

Collegamento (Verbindung)
Installazione sull’acqua di Regine Ramseier

ARTE SULL’ACQUA
4° edizione 2007
Tra le due sponde

Tempo misto
Installazione sull’acqua di Lorella Salvagni

Collegamento (Verbindung)
Installazione sull’acqua di Regine Ramseier

Così come sono
Opera musicale di Barbara Rincicotti


Lorella Salvagni

Per questa quarta edizione di Arte sull’acqua è stato scelto come riferimento tematico il titolo di un libro di Giulia Niccolai, “Le due sponde” (Edizione Archinto, 2006), che intreccia nella narrazione autobiografica l’amore per la pittura e il cammino spirituale nel Buddismo.
Giulia Niccolai infatti, dopo aver fatto parte del Gruppo ’63 e aver fondato insieme ad Adriano Spatola la rivista di poesia sperimentale “Tam Tam “ negli anni settanta, ha incontrato il Buddismo tibetano nel  1985 e ne è diventata monaca nel 1990. Nei suoi libri “Esoterico biliardo” (Edizione Archinto, 2002) e “Le due sponde” ricorda gli eventi e gli incontri della sua vita alla luce della scelta spirituale intrapresa.
In relazione alla sua scrittura sono stati individuati diversi fili conduttori per tutte le opere presentate: il rapporto con l’Oriente, la differente concezione di spazio e tempo, il passaggio da una sponda all’altra, il valore della meditazione e del silenzio, l’esperienza di epifanie rivelatrici, la fragilità del linguaggio.
Due sono i tratti di Rio nei quali sono state collocate le opere. Il primo compreso tra Piazza Martiri e Via Pescheria ha ospitato l’installazione “Collegamento (Verbindung)” di Regine Ramseier, costituita da frammenti di lettere galleggianti sull’acqua e in dialogo con le rive: la centralità delle parole in relazione alla poesia e al bisogno umano di comunicare è stato presentato dall’artista di origine svizzera con un’attenzione particolare alla dimensione temporale, ai rischi della dispersione, al rapporto con l’inesprimibile, ma anche alla funzione ludica delle lettere e delle loro infinite combinazioni.
Il secondo tratto di Rio, in corrispondenza di Vicolo Sottoriva, ha accolto l’installazione “Tempo misto” di Lorella Salvagni: ottanta gusci bianchi si sono posati sulla superficie dell’acqua come piccoli veicoli che accompagnano i defunti, nel passaggio all’altra sponda, durante l’esistenza intermedia che succede alla morte del corpo. E’ il bardo di cui parla “Il Libro tibetano dei morti”, la fase che inizia dal momento del trapasso, di arresto del respiro e può durare fino a sette settimane. La recitazione di versi escatologici, ad opera di maestri spirituali o amici, aiutano l’estinto a superare le proiezioni carmiche, a vedere oltre l’apparenza per raggiungere la liberazione spirituale, oppure a  ritornare al samsara, al ciclo perpetuo di rinascita.
Anche l’opera musicale “Così come sono” di Barbara Rincicotti, in dialogo con l’installazione di Lorella Salvagni, ha un preciso rimando alle due vie che si presentano non solo nella fase dopo la morte, ma anche durante la vita: o il superamento del mondo di apparenze per pervenire alla pace - il dissolversi dell’esistenza nella luce della potenza spirituale cosmica, la liberazione dal Karma e il raggiungimento del Nirvana - o il ritorno al divenire incessante dell’esistenza.
In questa edizione si è aggiunto alla manifestazione anche uno spazio espositivo, la Galleria Bonelli Arte Contemporanea, che affacciandosi sul Rio ha ampliato il percorso con continuità non solo logistica ma anche tematica. Qui infatti la mostra “Lucciole” di Sara Rossi, a cura di Stefania Giazzi, ha presentato opere fotografiche e video installazioni - Passi (1998) e W o l’isola del fuoco (2007) - in cui l’acqua costituisce il tema principale e il riferimento alla spiritualità orientale lo sfondo di riferimento. Nello stesso spazio si è tenuta anche l’azione performativa Scheggia fra le due sponde di e con Monica Palma.
La rassegna di videoarte si è svolta alla Loggia di Giulio Romano con i seguenti video: “Everything is ok” (2007) di Natalia Saurin e Silvia Levenson, “Nel pomeriggio sedersi, guardare, sentire” (2003) di Vittoria Gualco, “2012” (2007) di Barbara Rincicotti e Lorella Salvagni e “Katabatic Wind”(1995) di Berty Skuber.

Donata Negrini