ARTE CONTEMPORANEA

15a Edizione -2019


Momenti di montaggio dell’installazione “Riaversi” di Lorella Salvagni

ARTE SULL’ACQUA
Per quello che verrà

Quindicesima edizione
Testi di Donata Negrini


Nel video le installazioni di Lorella Salvagni, di Sara Garosi con Irene Doda,
opera musicale di Barbara Rincicotti

L’installazione “Riaversi” di Lorella Salvagni ci convoca dirimpetto alla purezza della luce che accompagna il movimento, anche quello che non possiede una destinazione precisa. Il lungo e raffinato disegno che si appoggia leggermente sull’acqua è un labirinto geometrico, rigoroso, modulare, ma la sua luminosità fuoriesce dai confini della linea, già indizio della possibilità di un’altra dimensione.
Vibrando sull’acqua ed estendendo le sue coordinate, ci conduce - come una rabdomante – a far risplendere sconosciuti interstizi d’ombra. Non si tratta di orientarsi semplicemente secondo i punti cardinali, ma di proseguire con la certezza che i passi compiuti potranno anche tra loro essere divergenti, opposti, disallineati.
Scopriamo così un piacere nuovo, un’autentica gioia, anche nel riprovare, nel ricominciare, nel “Riaversi”, come indicato dal titolo stesso dell’installazione. Perché, in fondo, l’errore fa parte della ricerca, avanzare è sempre in qualche modo errare; in questo riconoscimento si inscrive la radice del nostro desiderio inesauribile di continuare a conoscere e a conoscerci.
L’incipit del pianoforte da solo nell’opera musicale “Libera!” di Barbara Rincicotti sembra restituire l’apertura verso un’esperienza, di sé e del mondo, sempre in trasformazione: la melodia si addentra nella ripetizione con prudenza, prima intercalata da lunghe pause, poi attraversata da bagliori e suoni che richiamano i versi di animali dell’acqua e dell’aria, in una sorta di esortazione a essere vigili. Perché il cambiamento cui stiamo assistendo, dentro e fuori di noi, è naturale e inarrestabile, e non ci deve fare paura. Nel secondo movimento, anticipato da timpani e campanelli, tutta l’orchestra accompagna un coro solenne e maestoso, quasi a indicare lo slancio verso un’unica direzione, in un lungo corteo, uscendo da sé per unirsi agli altri. Nel terzo movimento ritorna l’assolo del pianoforte, presto accompagnato da violoncelli e viole: vinta la solitudine, il dialogo irradia la sua energia positiva e si moltiplica; nella seconda parte, con le sottolineature del clarinetto e dell’oboe, il tema diventa più struggente e intenso. Nel quarto movimento si rincorrono, una dopo l’altra, tre differenti melodie, come cerchi concentrici generati da un’unica sorgente per diffondere lo stesso messaggio di armonia. Infine ritorna il pianoforte, eseguendo un tema quasi lezioso, insieme agli archi pizzicati che creano buffe dissonanze. Finalmente è giunto il tempo della leggerezza e dell’ironia per dirigersi con gioia verso la libertà.


Partiture rosse di Sara Garosi e Irene Doda

“Partiture rosse” installazione di Sara Garosi e Irene Doda. L’acqua del Rio è occultata da lunghe strisce leggere, che all’aria emettono un fruscio molto simile al rumore del mare. Su questa sorta di pelle trasparente si sono depositate nel tempo venature e macchie di un colore rosso come il sangue. La corrente scorre qualche spanna sotto, ma noi non la vediamo più.
“Partiture rosse” è un’opera collettiva: due giovani studentesse, Irene Doda e Sofia Peri, guidate dalla competenza dell’insegnante Sara Garosi, esprimono così il loro monito accorato, che si trasforma immediatamente in denuncia. Impossibile non reagire di fronte a questa evidenza: le ferite che provochiamo alla Terra sono le nostre ferite, ogni danno subito dalla natura è un pericolo per la nostra stessa sopravvivenza. L’appello di questa installazione invade tutto lo spazio del Rio senza pesantezza, ma con un forte impatto visivo, incorporando nella trama rossa un j’accuse che non si rassegna al silenzio.
L’opera di Sara, Irene e Sofia ci interroga senza mediazioni, oltrepassando la dimensione politica: non possiamo sentirci in armonia se a causa nostra si sta distruggendo l’equilibrio del pianeta. Solo proteggendo questa verità profonda, il futuro si potrà costruire, e le ferite del passato verranno sanate, con umiltà e amore.