ARTE CONTEMPORANEA

EVENTI

IL PROGETTO DI NON CAPOVOLGERE

Arte sull’acqua

Fin dalla nostra esistenza prenatale impariamo ad amare l’acqua, galleggiando inconsapevoli nel liquido che ci protegge; solo attraverso il trauma della nascita l’incontro con aria e luce interromperà questa condizione originaria in cui il nostro corpo si è formato ed ha cominciato a crescere, quasi senza peso e senza direzioni. Se per l’essere individuale l’inizio della vita coincide con l’elemento fluido, così la scienza ci spiega che senza l’acqua non ci sarebbe vita, poiché la vita dipende dall’acqua e in essa potrebbe aver avuto origine. Ma anche dalla storia impariamo che lo sviluppo dell’uomo e delle grandi civiltà è stato possibile grazie al rapporto con lunghi e ampi corsi d’acqua.

Nel libro della Genesi Dio creò il mondo dal caos primigenio di tenebre e acqua (anche nel ventre materno è buio); nella mitologia greca è Oceano il padre di tutti gli esseri viventi, grazie alla sua inesauribile potenza generatrice cui si lega la dea Teti, la grande madre pronta a congiungersi a lui per crearne i discendenti. Con Talete l’acqua è principio primo, arché, di ogni cosa e con Eraclito essa diventa simbolo del divenire perenne del tutto:” non ti bagnerai due volte nella stessa acqua dello stesso fiume” perché il fluire dell’acqua non si può trattenere, la sua corrente libera è come quella del tempo delle nostre esistenze, che continua a scorrere nostro malgrado. Per acqua giunse nelle nostre terre Manto, l’indovina tebana indomita e coraggiosa che alla morte del padre Tiresia, per non cadere sotto la tirannia di Creonte, seppe abbandonare la sua patria e mettersi in viaggio, senza una meta precisa - come scrisse Dante nel canto XX dell’Inferno - e scelse poi di fermarsi nella palude su cui sorse la nostra città.

     
     

Sull’acqua si lasciano trasportare non solo i destini, ma anche i desideri, ed è forse da un desiderio che nacque la bellezza: così Afrodite uscì pura dalla schiuma delle onde. E tuttavia nelle profondità giacciono segreti mostruosi, silenzi, pericoli, e anche morte. Miti e leggende ci parlano così dell’acqua, come di un misterioso tramite verso le radici di ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, per una conoscenza del sé (fuori e dentro) senza falsità. Ritorniamo anche noi all’acqua –principio femminile, origine della vita e del divenire- perché detentrici di un pensiero ( come lei ) mobile, che non si lascia irrigidire, che è mutevole, sfuggente, irrequieto.
Lasciamo che sulla sua superficie si riflettano le ombre della nostra esperienza reale o solo immaginata, le impronte deformate da quell’increspatura - anche leggera – capace di decomporle in frammenti, che poi solo la tendenza culturale alla continuità ricompone in un tutto intero, solido, codificabile. Entriamo nel buio della notte, quando ancora di più l’acqua si fa specchio impenetrabile e magico per le forme che attraversano il nostro spirito, e portiamo con noi chi ha il coraggio di mettersi in viaggio.

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO

Un gruppo di artiste interviene su un tratto del Rio di Mantova con sculture galleggianti, performance, musica e installazioni che sarà possibile vedere in ore notturne (dalle 21 alle 23). Nella attigua Loggia di Giulio Romano viene presentata una rassegna di videoarte.
L’evento si protrae per qualche giorno, in corrispondenza con il Festivaletteratura di Mantova.
L’iniziativa prevede la pubblicazione di un catalogo a cura dell’Associazione culturale Non Capovolgere – Arte contemporanea.
Le ideatrici e coordinatrici del progetto sono Donata Negrini, Lorella Salvagli e Barbara Rincicotti.

FINALITA’

  • Promuovere l’incontro con l’arte contemporanea attraverso la scelta di un ambiente pubblico non istituzionale come spazio espositivo;

  • Valorizzare un luogo storico della città mediante installazioni progettate appositamente per l’occasione;

  • Dare spazio e visibilità a linguaggi artistici diversi.