ARTE CONTEMPORANEA

17a Edizione -2021


Marie - particolare


Maree - particolare

ARTE SULL’ACQUA

Diciassettesima edizione
Installazioni di Lorella Salvagni e Antonelle De Nisco
Testi di Donata Negrini


Marie - Installazione di Lorella Salvagni - m 15x15


Maree - Installazione di Antonella De Nisco - m 11x11

Nell’anno dedicato al Sommo Poeta, proprio al limite dello scadere dei settecento anni dalla sua morte, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, l’Associazione culturale Non Capovolgere Arte Contemporanea ha scelto “S’infutura” come titolo della XVII edizione di Arte sull’Acqua, per offrire - tramite le installazioni sul Rio di Lorella Salvagni e Antonella De Nisco in dialogo con l’opera musicale di Elena Terragnoli - una traccia possibile di meditazione sul tempo, in particolare nella sua relazione con l’arte.
La suggestione dantesca, con questa parola nuova (pronunciata da Cacciaguida nel canto XVII del Paradiso, durante la profezia dell’esilio), invita ad accedere a una dimensione non progressiva bensì generativa del futuro, a una potenzialità che travalica il perimetro circoscritto della biografia personale, per alimentare quella capacità costitutiva, propria di chi fa arte, di mettere al mondo - di dare esistenza a - qualcosa che sarà per sempre.

L’installazione Marie di Lorella Salvagni trae ispirazione da una festa che prese inizio a Venezia più di mille anni fa, per ricordare dodici fanciulle, belle e povere, rapite dai pirati e poi salvate dalla popolazione per intercessione - si racconta - della Madonna. Simbolo di tutte le giovani donne sottratte alla violenza, grazie all’intervento altrui o per grazia ricevuta, l’opera annuncia una visione corale: cento salvagenti bianchi si adagiano saldamente sull’acqua, uniti da una catena di fili sottili, come presenze luminose che resistono nel buio della notte e disegnano una trama che compone un corpo solidale unico. Ciò che si consegna allo sguardo è la correlazione fra classiche dicotomie (superficie/profondità, chiaro/scuro, forma/materia) di cui fa parte anche quella, impalpabile e fragile, tra la vita e la morte. L’ordito delimita così una zona di frontiera solo apparentemente uniforme, perché da ogni elemento si sprigiona uno zampillo verticale di luce, che si slancia come una voce libera e insieme agli altri compone una potente melodia visiva.

Antonella De Nisco dispiega sul Rio una rete preziosa di midollino, sospendendola lievemente, affinché arrivi a sfiorare appena l’acqua che scorre sotto, e incastonando scaglie vibranti di luce, come un dono inatteso e propizio che si raccoglie dal fondale. Il fluire dell’acqua che cresce e diminuisce, l’alternarsi di abbondanza e di privazione, ci rammenta che la natura segue leggi proprie, autonome e reiterate, che dobbiamo conoscere e rispettare.
L’installazione Maree, con questo titolo esplicativo, ci riconduce alla nostra matrice naturale e alla ciclicità del tempo, un tempo regolare e prevedibile; contemporaneamente accenna anche al profondo legame che ci lega al passato: la vista delle Pescherie di Giulio Romano, il riferimento all’antica funzione di questo luogo, restituisce l’intensità del dialogo che ogni artista intrattiene con la storia dell’arte, patrimonio sempre vivo e presente non solo da conservare e proteggere, ma anche da rielaborare per conferirgli nuova vita.